Una artista, una moglie, una amante, con gusti sessuali non convenzionali, rivoluzionaria, dotata di grande talento, non molto fortunata. Come si può non stimarla?
Ho messo in programma nel mio prossimo giro a Roma di fare la fila per questa mostra che ha richiamato ed affascinato tanta gente.
Per il momento, grazie all'input di Betty, mi diletto a cercare qualche curiosità sulla sua vita ed immagini dei suoi dipinti così colorati e pittoreschi.
Ed ecco che trovo proprio quello che volevo, un "gancio" per non perdere di vista il leit motiv di questo nostro blog: il bagno. L'artista si ritrae in una vasca che pullula di strane figure ed oggetti, quasi come se Dalì fosse stato lì a lavarle la schiena.
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| Ciò che l'acqua mi ha dato - 1938 |
Immagini quasi di paura e ricche di memoria che sovrastano le sue gambe e creano una atmosfera piuttosto rarefatta. Si nota il pollice destro squarciato, un richiamo all'incidente che aveva avuto e le successive operazioni che aveva subito. L'hanno definita una surrealista, ma Frida parla del suo quotidiano delle sue ossessioni, del suo corpo e della sessualità femminile, e lo fa attraverso una sua visione delle cose, quello di una donna consapevole di non essere ordinaria, una donna sola e malata, che però della sua lotta interna tra fragilità fisica e fortezza d'animo ha creato un personaggio eterno.
Una figura moderna non solo, devo ripeterlo per abbassare il tono culturale, per le sue folte sopracciglia tornate di gran moda ( le mie purtroppo con continue "deforestazioni" sono più vicine a quelle di Anna Tatangelo!), quanto piuttosto per il suo essere donna al 100% con il suo modo viscerale di vivere l'amore e conciliare questo con le tante altre sue passioni.
Tornando al suo dipinto con quella location che tanto ci piace, cito Luciano De Crescenzo in Così parlò Bellavista (1984): "La doccia è milanese perché ci si lava meglio, consuma meno acqua e fa perdere meno tempo. Il bagno invece è napoletano: un incontro con i pensieri". Facile che se andiamo ad indagare l'albero genealogico della Kahlo possiamo trovare un parente partenopeo!
*Cit. Anaïs Nin "Marcel"


Adoro i dipinti di Frida. Riescono a portarti nella vibrazioni primitiva della sentire senza veli e giudizi. Se ti lasci trasportare dalle senzazioni delle immagini e accetti la danza frenetica come un sabba dei colori, puoi godere della cruda, affascinante, sconvolgente, sensuale verità dei sensi.
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