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lunedì 8 giugno 2015

WC-WATCHING: In notte cupa la mente è perduta... Aida, Verona e una certa Maria Callas!

"Grande trionfo dell'Aida, nell'anfiteatro romano di Verona, 
consacrato dal delirante entusiasmo
di una folla cosmopolita"

(L'Arena - 12 agosto 1913)


E' il 10 agosto 1913 quando, per festeggiare i cento anni della nascita di Giuseppe Verdi,  l' Arena viene inaugurata con Aida. Fu un'esecuzione di vari artisti, diretti dalla bacchetta del veneto Tullio Serafin. Come testimoniano i giornali dell'epoca, fu il delirio: tutti volevano partecipare alla prima e non mancarono litigi e risse. Italiani sedevano vicino ad americani, argentini, russi e tedeschi: un'incontro di popoli e di culture differenti, ma uniti da un'unica passione: la lirica. Tra il pubblico si potevano riconoscere Giacomo Puccini, Arrigo Boito, Pietro Mascagni e Franz Kafka.
La rappresentazione entrò nella storia anche perché segnò l'abbandono delle tipiche scene dipinte per far posto ai nuovi elementi tridimensionali; le scenografie moderne, per intenderci.
L'Aida è solo il primo dei tanti successi cui l'anfiteatro farà da sfondo. La prolificità degli spettacoli in scena verrà interrotta solo dalle due guerre mondiali e da un incendio, il 12 agosto 1962, in cui andò distrutta la scenografia di Un ballo in maschera e una parte delle gradinate. Ci vorranno sette anni per completare il restauro.
Carmen, Norma, Don Giovanni, Lucia di Lammermoor, Tosca, Giulietta e Romeo, Il barbiere di Siviglia, Madama Butterfly, La vedova allegra... Sono solo alcuni degli "ospiti" illustri saliti su un palco divenuto col tempo sempre più ambito da tenori e soprani. Passare per l'Arena segnava e segna tuttora un consacrazione della carriera. 
Rimessasi dalla sanguinosa pausa del secondo conflitto mondiale, la città ritrova la sua musica e ha l'onore di assistere alla nascita di una delle voci più belle di tutti i tempi: l'indimenticata e indimenticabile Maria Callas. Il 2 agosto 1947, la Divina per la prima volta si esibisce in un teatro fuori dalla Grecia. Il debutto internazionale avviene con La Gioconda,  sul podio, a dirigere l'orchestra, sempre quel Tullio Serafin prima menzionato, per molti non inferiore per bravura a Toscanini.  La Callas aveva poco più di vent'anni, quel debutto voleva dire tutto; un fallimento avrebbe significato il ritorno in America e la ricerca di un lavoro diverso.  Fino a quel momento era andata male, scritturata a Chicago per la Turandot, una settimana prima di andare in scena l'organizzatore era fuggito senza pagare nessuno e lei dovette farsi prestare i soldi del biglietto per tornare a New York.
Fu il tenore Giovanni Zenatello a segnalarla per quel ruolo. Sbarcò a Napoli in giugno, al porto le fu rubata una misera valigia di cartone che portava con sé. Giunse a Verona con il treno il 29, lì incontrò GianBattista Meneghini, suo marito per dieci anni, e lì iniziò la sua ascesa. "Volesti il mio corpo - dimòn maledetto? E il corpo ti do!", Gioconda si trafigge il cuore con il pugnale dandosi la morte e gli spettatori, ormai tutti in piedi in una standing ovation, accolgono così questo astro nascente spentosi troppo presto. 

Consiglio una passeggiata fino a Verona per godere di serate stellate e note armoniose, piace o no, è una esperienza da fare almeno una volta nella vita! Per chi ha un budget ridotto si possono trovare biglietti a buon mercato, unica pecca è che i posti non sono numerati, quindi è necessario arrivare prima per aggiudicarsi una buona visuale con sottobraccio un cuscino (lo trovate anche lì a circa 3 Euro) e magari il libretto dell'opera che vi sarete stampati a casa!


Verona, poi, è conosciuta per il buon vino e per lo Spritz, eletto oramai un must tra i cocktail. Dove andare per bere bene? Due scelte tra loro differenti, una per gli amanti degli ambienti glamour, l'altra per i cultori dello stile rustico. Excelsior, galleria del lusso con marchi di grande prestigio, ha un angolo dedicato alla ristorazione, un Gran Cafè dove è possibile dedicarsi a un tè delle cinque come a un aperitivo. Fate una capatina al bagno, tra marmi e arredi stile Luigi XVI sarete trasportati in un'altra epoca. 

 A Corso Porta Borsari, invece, c'è il Bugiardo. Non temete, sui vini non mente, alta qualità e personale disponibile e gentile. Il locale è piccolo e si rischia di non trovare posto, ma se avete la pazienza di aspettare di certo non ve ne pentirete. Sfido i signori uomini a centrare la mosca messa appositamente nel vespasiano, in certi casi è necessario essere dei cecchini!




INFORMAZIONI

www.arena.it Qui troverete informazioni sul programma, date e link alla biglietteria online


VOTAZIONE

GRAN CAFE' EXCELSIOR - VIA MAZZINI, 6

4/5





OSTERIA del BUGIARDO - CORSO DI PORTA BORSARI, 17/A

3/4




domenica 12 aprile 2015

Nella toilette creme e scrub fatti in casa. Let's make it!

Non so nel vostro bagno, ma nel mio ci sono molti prodotti per ogni tipo di problema: dalla idratazione del corpo, a quella dei piedi e delle mani, per non parlare di docciaschiuma specifici per pelli chiare o per quelle disidratate. Ora che ci avviciniamo alla stagione estiva pensiamo però per tempo a prodotti che ci aiutino a superare la "mitica" prova costume. Perciò perché non cominciamo a creare creme fatte in casa con pochi e semplici ingredienti? Ci aiuta la brava e preparatissima Alessandra Miraglia, biotecnologa, esperta in formulazioni e preparazioni ecocosmetiche e curatrice del sito www.ecocosmesicreativa.it



Di quali ingredienti abbiamo bisogno per realizzare una crema per gambe gonfie?
Quello delle gambe gonfie e pesanti è un problema molto frequente nelle donne (soprattutto nella fase premestruale in cui i livelli di estrogeni sono più alti e con il loro effetto vasodilatatrio contribuiscono alla ritenzione di liquidi) e in generale in tutte le persone che sono costrette a stare per lungo tempo sedute o in piedi (attenzione però perché anche pantaloni stretti, tacchi alti e stivali comprimendo piedi e gambe non consentono una corretta circolazione venosa!). In questi casi il sangue fa fatica a risalire verso il cuore e questa stasi ematica porta ad un aumento della pressione venosa con conseguente passaggio di liquidi plasmatici nei tessuti circostanti, dando origine a gonfiore generalizzato e senso di pesantezza .  Questa condizione si acuisce e diventa più evidente con i primi caldi poiché aumenta la vasodilazione e quindi la ritenzione di liquidi. E’ fondamentale quindi, se si trascorrono molte ore in piedi o seduti, fare una “pausa” e muoversi un po’, in questo modo infatti i muscoli degli arti inferiori, contraendosi e rilasciandosi, generano un “effetto pompa” che contribuisce al ritorno venoso.
Ma la natura, come sempre ci viene in aiuto! Vediamo insieme, quindi, come preparare un rimedio casalingo defaticante per le gambe gonfie e pesanti. Occorreranno:


90 g di gel di aloe
5 g di olio di girasole
2 g di estratto idroalcolico di ippocastano
2 g di estratto idroalcolico di rusco
15 gocce di olio essenziale di menta
10 gocce di olio essenziale di cipresso
10 gocce di olio essenziale di rosmarino
Poniamo tutti gli ingredienti in un vasetto e mescoliamo bene con un frullino da caffè (o per dosi maggiori con un mixer ad immersione), a questo punto travasiamo in una bottiglietta e conserviamo il gel “gambe pesanti” in frigo (in questo caso il freddo oltre ad essere necessario per la conservabilità renderà il nostro gel ancora più efficace!). Ricordate di agitare il prodotto prima dell’uso.
Il gel si applica sulle gambe, massaggiando dal basso verso l’alto, per favorire il ritorno venoso dopodiché ci si stende a terra (o sul letto) a “elle” cioè, con le gambe sollevate poggiate al muro, per 10 minuti. Gambe leggere assicurate!
Gli estratti di ippocastano, rusco, menta, cipresso e rosmarino sono dotati di proprietà vasoattive, in grado cioè di aumentare la resistenza delle pareti dei capillari diminuendone la permeabilità e contrastando la fuoriuscita e il ristagno dei liquidi.
Naturalmente anche in questo caso un corretto stile di vita, alimentazione sana ed equilibrata, attività fisica costante e niente fumo sono fondamentali!

Quali ingredienti, invece, per una crema per bruciare i grassi?
Qui, la questione diventa un po’ più complessa… prima di tutto è importante sottolineare che il grasso corporeo rappresenta la nostra riserva energetica e questo serbatoio si “svuota”  solo se l’energia che consumiamo è maggiore di quella che introduciamo con l’alimentazione. Quindi per “bruciare” i grassi è necessario prima di tutto praticare della sana attività fisica ed alimentarsi in maniera equilibrata. Inoltre nessun cosmetico potrà mai agire in profondità (altrimenti diventerebbe un farmaco), ma solo sugli accumuli adiposi superficiali (sottocutanei) che con con un adeguato massaggio potrà migliorare l’aspetto della pelle rendendola più turgida e compatta.  Un ottimo rimedio fai da te in questi casi è un semplice fango realizzato con acqua e cacao amaro. Il cacao, infatti, contiene teobromina, una sostanza in grado di aumentare il metabolismo dei lipidi, favorendo cosi la riduzione della massa adiposa. Si applica sulle zone da trattare (pancia, cosce, giro vita) che andranno ricoperte con pellicola per alimenti, e si lascia agire per una mezzoretta. Dopodiché ci si sciacqua sotto la doccia. Il trattamento deve essere eseguito quotidianamente per almeno tre settimane.
Contribuirà inoltre a migliorare l’aspetto della pelle, rendendola più soda il “gel gambe pesanti”  di cui abbiamo parlato prima, perché grazie ai sui attivi aiuterà a contrastare la ritenzione idrica che spesso si associa in questi casi.

Possiamo realizzare da soli anche uno scrub corpo che lascia la pelle morbida?

Certo, ed è davvero semplice! Basterà mescolare zucchero di canna integrale (mi raccomando non grezzo, ma integrale perché contiene acido glicolico che contribuisce all’azione esfoliante), olio di girasole, olio essenziale di arancio e rosmarino. E’  uno scrub corpo, dal profumo inebriante e grazie all'azione esfoliante dello zucchero di canna e agli oli essenziali di arancio e rosmarino, ad attività tonica e stimolante, renderà la pelle morbida e levigata, favorendo il rinnovamento cellulare,  stimolando il microcircolo e la vostra mente! Ecco qui le dosi:
3 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di olio di girasole
6 gocce di olio essenziale di girasole
2 gocce di olio essenziale di rosmarino
Si applica sotto la doccia, sulla pelle del corpo bagnata e si massaggia con movimenti circolari dal basso verso l'alto, a partire dalle caviglie. Si risciacqua, poi, con acqua tiepida per eliminare lo zucchero e  si massaggia nuovamente la pelle per favorire l'assorbimento dell'olio (acqua e olio in questo modo creano un emulsione estemporanea che renderà la pelle morbidissima!). Si asciuga, infine, la pelle del corpo, tamponando delicatamente con una salvietta.

Le creme solari e doposole dello scorso anno devono essere buttate? Possono sennò essere utilizzate in altro modo?

In generale possiamo dire che le creme solari durano 12 mesi dall'apertura se conservate in modo ottimale, se però le lasciamo aperte in spiaggia e sotto il sole, potrebbero anche durare meno. E’ opportuno quindi non utilizzare la crema solare dell'estate precedente perché i “filtri” utilizzati perdono di efficacia e possono dare origine a sostanze  dannose per la pelle . Questo vale in particolar modo per i prodotti che utilizzano filtri di tipo chimico (la maggior parte dei prodotti in commercio) , molecole cioè che assorbono la radiazione solare, e sono più sensibili e suscettibili a variazioni. Se invece si è optato per creme solari a base di soli filtri fisici, sostanze  riflettenti in grado di respingere le radiazioni (è questo è il caso dei prodotti “ecobio”) possiamo tranquillamente riutilizzarli anche l’anno successivo, perché tali sostanze sono più stabili e non subiscono variazioni .
In ogni caso consiglio sempre di portare, in spiaggia, il solare in una borsetta termica, per preservarlo da caldo e sole e poterlo così  riutilizzare l’anno successivo,  almeno nei mesi primaverili, quando la radiazione solare è già alta e la nostra pelle necessita di essere protetta per prevenire il fotoinvecchiamento.

Il doposole, invece, a patto che non presenti variazioni di odore, colore, aspetto, può essere tranquillamente riutilizzato, l’anno successivo, anche prima dell’estate, semplicemente come crema idratante per il corpo, ciò significa quindi che il doposole acquistato d’estate, può essere utilizzato anche tutto l’inverno come idratante, in modo da terminarlo! 

Alessandra Miraglia con un selfietoilette nel suo bagno ricco di libri e creme


Per maggiori informazioni e per contattare Alessandra Miraglia:

domenica 22 marzo 2015

"Ma nove per nove farà mai ottantuno?"*... In Toscana l'ottava meraviglia!

Improvvisamente ti sembra di essere arrivato a Frittole, "nel 1400 quasi 1500", controlli se in tasca hai almeno un fiorino nel caso qualcuno urlasse "Cosa portate?"
Strade strette, case in pietra, ville seicentesche e un'antica torre di segnalazione; chi arriva a Sant'Andrea di Compito ha la sensazione di essere entrato in un'altra epoca. Allontanandosi da Lucca verso la campagna, non distante pure da Pisa, quello che è ormai conosciuto come il Borgo delle camelie è un agglomerato di poche abitazioni, un forno,  forse un paio di ristoranti. Il segnale del cellulare che a volte ti abbandona, il rintocco del campanile a scandire le ore, un silenzio irreale ed ecco che per molti questo potrebbe essere un vero paradiso terrestre. Per me lo è stato.
Nella mia vita ho avuto la fortuna di conoscere posti belli e posti brutti, i secondi ti danno l'esperienza necessaria per apprezzare ancora meglio i primi. Complice un casale meraviglioso trovato per caso, la buona compagnia, il piacere di respirare aria pura e di camminare senza la percezione del tempo che scorre, potrei definire quella a Sant'Andrea la vacanza perfetta. Dovete fidarvi perchè ho le stellette di Tripadvisor incorporate e solitamente non sbaglio un colpo!
Non avrò girato il mondo come Stefanos Haggioannou, il proprietario della Dimora delle Camelie, ma so come lui quali sono i luoghi che meritano almeno una sosta, e lui del resto qui ha deciso di mettere radici. Ha rimesso a nuovo un rudere per decidere, con grande generosità, di trasferirsi nella depandance a fianco e destinare il nucleo principale all'accoglienza degli ospiti che spesso si trasformano in amici.
La Dimora delle Camelie
Non lasciatevi confondere con altre strutture dal nome simile, anche se non ho avuto modo di vederle, posso affermare che la Dimora è unica, una residenza con ogni genere di comfort. Reduce da gli ultimi due anni trascorsi a dover accettare ogni genere di condivisione, scoprire di trovarmi in una struttura con altre dieci persone, nonostante di famiglia, e avere ognuno nella sua stanza un bagno personale per me è vero lusso.


A ognuno il suo bagno e il suo colore!
Lasciare le proprie camere, cucinare insieme e ritrovarsi tutti in una grande tavolata è un piacere senza eguali, mentre nella stanzetta a fianco il camino continua a bruciare legna. Noi ci siamo scatenati fino alle tre del mattino in giochi di società, gioco dei mimi e spaghettate aglio, olio e peperoncino per sedare la fame. Tutte quelle cose che in albergo non puoi fare e che puoi concederti solo se riesci a trovare una casa che ti faccia sentire a casa! Credo di esserci riuscita e posso così consigliarla a chi ha le mie stesse esigenze e lo stesso concetto di riposo e svago.
A marzo poi questa zona diventa ancora più bella e suggestiva. E' già iniziata, ma avete ancora una settimana di tempo per organizzarvi, la Mostra Antiche Camelie della Lucchesa. L'anno scorso ha tagliato il traguardo dei 25 anni e quest'anno si propone di attirare più turisti puntando sulla nuova tendenza all'ecoturismo: la riscoperta degli spazi verdi e incontaminati. Oltre agli appuntamenti consueti che porteranno i gitanti a esplorare ville e giardini del Borgo delle Camelie,  la mostra del fiore reciso e del Camelieto, sono previste in aggiunta, in collaborazione con il Giappone, cerimonie del e iniziative dedicate all'Ikebana ( arte nipponica della disposizione dei fiori recisi - ikebana letteralmente vuol dire "fiori viventi").

Per chi si chiedesse quali sono le camelie...
Per l'estate, invece, per chi vive di romanticismo ed è vicino al grande passo, con l'evento " Mi sposo in Villa" potrà scegliere una location da sogno senza spendere cifre assurde.
Non resta che mettersi in macchina e usare i miei consigli come La Bibbia, per i ringranziamenti in separata sede!



VOTAZIONE

DIMORA delle CAMELIE  1/5

(Adoro i bagni all'inglese!)

 INFORMAZIONI:

www.luccadimoracamelie.it ( Sul sito troverete foto, informazioni aggiuntive e contatti)


* Cit. Ora voglio vedere chi non ha riconosciuto una delle celebri ed esilaranti battute di Non ci resta che piangere.







lunedì 16 febbraio 2015

Facciamo un BAGNO D'AMORE


Il dialogo fra uomini e donne non è semplice. Spesso le donne dicono una cosa e gli uomini ne intendono un'altra (vale anche il contrario, ovviamente). "La differenza fra i sessi è racchiusa e si sente in bagno" scrive così Isa Grassano nella prefazione di BAGNO D'AMORE, divertente manuale per la coppia scritto da Paolo Mancini. Nel libro Wilma e Chucky (casualmente WC...), i simboli universali delle toilette, raccontano attraverso 365 vignette con battute fulminanti l'universo maschile e femminile. Perché in bagno? Questo è l'unico luogo in cui gli uomini e le donne sono destinati a stare separati (almeno nel wc pubblico). 


Fino al 28 febbraio con l'ashtag #bagnodamore potete inventare una battuta per Wilma e Chucky e spostarla sulla pagina Facebook. Che riceverà più Mi piace vincerà i cofanetti offerti da Emozione3. 



Abbiamo fatto alcune domande all'autore di BAGNO D'AMORE, Paolo Mancini:

Come mai hai scelto il bagno come luogo in cui Wilma e Chucky, protagonisti delle tue vignette, raccontano l'eterna differenza fra universo maschile e femminile?


Rispondo sfruttando un brano del libro. L'ho scelto perché «al bagno, si sa, le donne vanno da una parte e gli uomini dall’altra: è questa la regola pubblica che femmine e maschi rispettano in tutto il mondo nel momento dei loro bisogni. Ma tra i bisogni primari c’è pure l'amore. E anche in amore, come alla toilette pubblica, appunto, se lei va a sinistra, lui va a destra: del resto, il “metabolismo sentimentale” femminile e quello maschile sono molto diversi». Tra l'altro, l'eterna (e direi congenita) differenza tra l'universo femminile e quello maschile è confermata da un'altra verità sotto gli occhi di tutti e citata anche nel mio manuale umoristico "Bagno d'amore": «Se uomini e donne fossero stati davvero fatti per vivere insieme, non avremmo sempre e ovunque gabinetti separati».


Dopo la cucina, pensi che sia il bagno il nuovo luogo di incontro per una coppia?

Sì, ma solo se uno dei due vuole subito... "scaricare" l'altro! O se una metà della coppia, davanti ai primi problemi, intende "lavarsene" le mani. Oppure, ancora, se si sa già che la storia d'amore andrà... a rotoli! Scherzi a arte, direi che il bagno, nel caso del mio libro, è soprattutto un luogo simbolico dove la coppia è invitata a "scaricare" tutta la retorica e i tutti i luoghi comuni che appesantiscono la vita a due. Per continuare con i giochi di parole, aggiungo: così come in bagno si va per "liberarsi", allo stesso modo nella mia "toilette metaforica" uomini e donne sono invitati a eliminare tutte le tossine della relazione sentimentale. Per tornare a vivere l'amore con più leggerezza.
 

Cosa pensano gli uomini quando vedono le donne che vanno in gruppo alla toilette?

Per questa domanda, esiste una risposta sincera e una... bella. Io ne propongo una sola (e non vi dico di quale delle due si tratti): temo che questo sia un interrogativo squisitamente femminile. A mio avviso, mentre il manipolo di dame trasmigra verso il bagno chiedendosi che cosa mai ne penseranno i cavalieri, gli ometti di turno stanno già calcolando ansiosamente il conto della cena da pagare.






Per una vita di coppia sana e duratura sei per letti e bagni separati oppure bagno in comune con doppi lavandini?

Curioso, vi do una risposta che contempla entrambe le opzioni. Perché sostengo che la coppia funzioni meglio... dopo la totale separazione! E che, quindi, con doppi letti e doppi lavandini (ma in case diverse), l'amore vada alla grande!

Nei tuoi viaggi hai mai visto una toilette particolare che avresti voluto fotografare (oppure lo hai fatto...)?

Ero ancora uno studente e, in occasione di un lunghissimo tour in camper, ho visto una toilette "ai confini della realtà" in un camping nei dintorni di una città di un Paese ex URSS: diciamo che i miei personalissimi concetti di "pulizia", "ruggine" e "odore" hanno fatto in quell'occasione un importante salto di categoria. Vi basti sapere che prima di aprire un rubinetto per lavarmi le mani, mi sono dovuto... lavare le mani! Sì, non mi sono mai ripreso da questo paradossale psicodramma!



Per approfondimenti:


Giraldi Editore:

http://www.giraldieditore.it/index.php?option=com_abook&view=book&id=894:bagno-d-amore&catid=7:fuori-collana&Itemid=164 


Pagina Facebook del libro Bagno d'amore per partecipare al contest:

https://www.facebook.com/pages/Bagno-damore-Paolo-Mancini/772287742838774?fref=ts


giovedì 29 gennaio 2015

WC-WATCHING: La Passeggiata* a Milano...

All'inizio doveva essere a Roma, il 21 dicembre 2010; un invito inaspettato, un evento da non perdere: il vernissage di Marc Chagall. Febbre a 39 e l'aspettativa rimane delusa. Nonostante l'ampia durata della Mostra, una serie di vicissitudini mi allontanano dalla mia città e dalla speranza di vedere le opere di quello che giudico un artista senza pari. L'ho inseguito, con la sorte che si dimostrava avversa, fino a decidere di prendere un treno per Milano per poter finalmente, a pochi giorni dalla fine,  godere di una esposizione davvero completa e ben organizzata. La più grande retrospettiva, che copre gli anni dal 1908 al 1985 - anno della sua scomparsa - mai dedicata al suo genio. 
Più di 200 opere, alcune inedite, appartenenti a quei fortunati che possono farne sfoggio nel salotto della loro casa, o chissà qualche eccentrico che, come me, ama mettere dipinti in bagno!
Molte arrivano dal MoMa, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington, il Museo Nazionale Russo di S.Pietroburgo, il Centre Pompidou...
La sua ombra
Moishe Segal, vero nome del maestro, nasce a Vitebsk, cittadina della Bielorussia (all'epoca Impero Russo), al confine con la Lettonia, che Chagall dipinge spesso in chiave onirica e fantastica. Come "Sopra Vitebsk" , dove non ci sono spose volanti, galli, o esseri umani con volti animaleschi. La figura che sovrasta le abitazioni, le strade ricoperte da una coltre di neve, si presume sia un "ebreo errante", che probabilmente rappresenta il suo stesso peregrinare, suo e del suo popolo, tragicamente estirpato dalle sue terre. 






La sua "sposa volante", Bella Rosenfeld, è, invece, parte, anche quando non è ritratta, delle creazioni dell'amato marito. "Per anni il suo amore ha influenzato la mia pittura" - queste le parole di Chagall - " Mi trascini nei fiotti di colore... Ti innalzi, ti stiri, voli fino al soffitto. La tua testa si rovescia all'indietro e fai girare la mia" - così replicava Bella.
Omaggio nella mia camera da letto
Colore e sentimento, un binomio praticamente impossibile da trovare, Lei, la sua musa, la donna che ciascuna di noi vorrebbe essere per il suo uomo... Un faro che quando si è precocemente spento, ha gettato nello sconforto lo Chagall uomo rischiando di compromettere l'artista. Per fortuna, per nostra fortuna, la produzione è continuata, instancabile, sempre pronta a sperimentare, con una invidiabile curiosità, simile a quella di un bambino.  Così oltre la pittura, Chagall, nel 1958, idea le scene e i costumi per il balletto Dafni e Cloe per l'Operà Garnier di Parigi, dove, nel 1964, realizza la cupola, oggetto dello sdegno dei critici d'arte del tempo, per l'eterna diatriba tra classico e moderno
Nell'esposizione milanese questo, e molto altro, si può ammirare. C'è poco tempo, il 1 febbraio è l'ultimo giorno, con un bilancio più che positivo, e per non deludere i tanti visitori, quelli che ancora dovranno arrivare e quanti magari vogliano fare il bis, la chiusura è prolungata fino alle 24.
Anonimus
La Milano da bere poi offre numerose attrattive culinarie, dal classico aperitivo con negroni, a pranzi e cene multietniche. Io mi sono concessa un brunch da California Bakery, da brava tv addict, nonostante la scarsa simpatia per la "mastro -pasticcera" che guida l'omonima trasmissione su La5; l'unica cosa da cui sono rimasta delusa, ovviamente è stata la toilette, per nulla all'altezza del locale!

Una "dritta" per chi decide di andare e ha in mano un biglietto di Trenitalia - Frecce: si può saltare la fila perché vale come prenotazione, ogni biglietto permette l'entrata a due persone e una ha l'omaggio! Meglio di così!




VOTAZIONE:


Toilette Palazzo Reale Milano: N.P. Meglio non esprimere un parere! Penso solo ai fasti di una volta e di come i posti si trasformino. Credo che neanche il bagno della servitù fosse così cesso!


CALIFORNIA BAKERY 1/5




Il punto forte del locale è la cucina, però. considerando il livello della clientela, sarebbe meglio una rimodernata!




INFORMAZIONI:

www.mostrachagall.it #chagallmi

www.californiabakery.it 

Il docureality è in onda su La5. Per rivedere le puntate e provare qualche ricetta vai su: http://www.mediaset.it/la5/programmi/1159/il-mondo-di-california-bakery.shtml

* La Passeggiata o la Promenade è forse l'opera più famosa di Marc Chagall; al centro della scena il pittore tiene per mano l'amata Bella che fluttua in aria. Alle spalle Vitebsk. Quello che traspare è la felicità dei protagonisti e l'immenso amore che li lega. Un tripudio di colori che omaggia questo loro sentimento, gli innamorati che si innalzano in volo per testimoniare quanto l'amore possa essere potente!
Volare oh oh...