E' proprio in un cassetto del mio bagno, ritratto nella foto, che conservo gelosamente dei piccoli "tesori" che mi sollevano nei momenti bui, dolorosi, caldi, febbricitanti e...infiammati.
Sto parlando delle mie fidate medicine.
Io sono ipocondriaca. Anzi, quando mi presento lo aggiungo sempre dopo il nome: Betty Senatore Ipocondriaca, come se fosse un secondo cognome. Darebbe un tocco di nobiltà, in effetti. Ma perché, cosa c'è di male a essere ipocondriaca?
No, dico, è una domanda che mi faccio spesso. Soprattutto dopo che un famoso attore francese Dany Boon, già conosciuto per il film Giù al nord, ha deciso di fare coming out e di raccontare nel film Supercondriaco il suo rapporto quanto mai stretto con medici e farmaci. Ho detto stretto, non paranoico.
L'ipocondria è una parola che deriva dal greco e vuol dire "sotto" e "cartilagine". Nell'antichità si credeva, infatti, che proprio sotto la cavità addominale risiedessero i mali. Si è poi successivamente capito che in realtà si trovano spesso nel nostro cervello ed è proprio là che vanno curati.
Da quando sono bambina sono sempre stata definita una ipocondriaca ansiosa, ma ci tengo a specificare che, a parte un po' di ragionevole ansia, non ho mai invocato medici inutilmente né affollato un pronto soccorso per uno strano prurito alle mani o una fastidiosa tachicardia.
Io difendo gli ipocondriaci: innanzitutto perché sanno di esserlo e presentandosi così al medico possono già essere curati nel modo giusto (nella testa e non nella pancia, insomma). Poi perché si informano. Come una shopping addicted deve sapere tutte le novità su abbigliamento e scarpe, io entro in farmacia e domando "Quali medicine nuove sono uscite?". Perché devo essere informata. E perché la conoscenza è già un primo passo verso la guarigione. O la paranoia, dipende dai punti di vista.
L'ipocondriaco teme due momenti:
- i festivi in cui sono chiusi gli ambulatori e si deve ricorrere alla guardie mediche;
-il mese di agosto in cui tutti i medici sono in ferie e ci sono molti inesperti al comando dei pronto soccorso.
Perché, come avete intuito, il vero pericolo del malato immaginario sono le guardie mediche. No, dico, conoscerete sicuramente qualcuno che conosce qualcun altro che a causa di un dottore inesperto è finito al creatore senza passare dall'ospedale. Sennò basta leggere i giornali. Sono pieni di notizie come questa e noi ipocondriaci non vorremmo certo arricchire la casistica.
L'ipocondriaco ha l'annuario dei farmaci sul comodino, conosce a menadito tutti gli esperti del programma Medicina 33 e spera sempre di sfidare a un duello di conoscenze farmacologiche Carlo Verdone che, da bravo malato immaginario, è un po' il mito di tutti noi.
Sia chiaro, siamo le classiche vittime del grido "Al lupo, al lupo!". Quando succederà che staremo male veramente nessuno ci crederà. A me è successo con una broncopolmonite. Mi dissero di smetterla di farla lunga perché era "solo" un'influenza. Sono stata chiusa in casa un mese e mezzo.
Spesso mi dicono che dovrei sposare un medico. Follia. Se dovesse farmi la diagnosi sbagliata sarei capace di distruggerlo, quasi più che per un tradimento. E poi sono già la più cara amica del farmacista sotto casa. I suoi ultimi viaggi alle Mauritius e la casa in Sardegna glieli ho pagati io.
Però una cosa è certa. Io sono quella che quando parte ha una valigetta (ok, valigia!) piena di farmaci. Non si sa mai possa venire una diarrea del viaggiatore in Alaska o un raffreddore sul Mar Rosso. E indovinate chi si rivolge a me durante i viaggi? Annalisa, la cofondatrice di questo blog, e tutti voi che vi proclamate "sani", ma siete solamente degli incoscienti a muovervi senza il blister di paracetamolo nel beauty case. Che poi, lo sapete che i principi attivi dei farmaci hanno un nome diverso fuori dall'Italia? Meditate gente. Meditate.

Più che un medico mi sentirei di consigliarti un viaggiatore di professione...uno di quelli che parla tante lingue, anche quelle che non sa e che magari ha "imparato durante le "vacanze" in Afghanistan. Un uomo che di superficiale non ha nulla, molto concreto nel suo essere un po' sognatore e un po' poeta...:) Auguri!
RispondiEliminaMi stai consigliano un militare? ;-)
EliminaLa tua (nostra) somiglia di più a una nosofobia. :-)
RispondiEliminaFabio