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lunedì 22 settembre 2014

Selfietoilette in giro per il mondo! Aeroporti e non solo!

Durante l'estate abbiamo raccolto molte selfietoilette che ci avete inviato a 80indue@gmail.com
Questa è la gallery che abbiamo preparato per voi. Grazie per il vostro entusiasmo!


Le prime due foto sono state scattate da Alessio al Terminal Sud dell'aeroporto di Gatwick. Da notare il marmo alle pareti...






In questo ristorante di Brasilia i proprietari si sono divertiti a inserire delle piante all'interno dei lavandini. Ma saranno poi funzionanti? Grazie a Giovanni per avercele inviate.






Un particolare dello specchio che ci porta negli anni '40 con il ristorante bistrot La Zanazara, nel quartiere Prati di Roma, in via Crescenzio 84. Anche i pavimenti sono originali e riportati alla bellezza di un tempo.




Un altro tipo di toilette è quella di Temakinho, ristorante giappo-brasiliano nel cuore del Rione Monti a Roma. Nei primi del '900 alcune famiglie giapponesi lasciarono la loro casa per cercare fortuna in Brasile. Dopo la prima guerra mondiale la loro comunità aumentò sempre di più e adesso è una delle più numerose di tutto il mondo. E' proprio perché sono presenti da tanto tempo in Brasile che i giapponesi hanno sposato la loro cucina tradizionale con i sapori della terra che li ha ospitati. 
Un consiglio: la lista di attesa è lunga perciò prenotate per tempo il vostro tavolo. 
La foto è di Michele.




L'ultimo è un cartello fotografato da Cristiano in una piscina a Los Angeles.






Per informazioni:

Ristorante bistrot La Zanazara


Ristorante Temakinho




martedì 9 settembre 2014

WC-WATCHING: Favignana..." una farfalla sul mare"*

Non amo particolarmente svegliarmi presto al mattino. Per intenderci non sono una di quelle persone che adora vedere l'alba, spettacolo cui per lo più ho assistito quando stavo andando a dormire, o a cui piace sfruttare le prime ore per mettersi in moto e sistemare e organizzare tutto ciò che più tardi sembra non trovare il tempo. Per intenderci mi sveglio alle dieci, quando ovviamente è possibile, e connetto intorno a mezzogiorno. Ho cercato più di una volta di far coincidere il mio risveglio fisico con quello mentale, accelerando il processo magari con un caffè al ginseng, ma, una volta capito che dovevo rassegnarmi, ho accettato di buon grado che la mia testa a raggiungere il mio corpo ci mettesse un po'.
Questa premessa è necessaria per farvi intendere che questo status durante le vacanze si eleva e capita che rimanga a stiracchiandomi nel letto mentre fuori la vita è iniziata già da un pezzo. 
Poi ci sono le eccezioni che, nel periodo vacanziero, si chiamano escursioni. Il desiderio di non rimanere nello stesso posto e di andare alla scoperta di altro, ti porta a dover attuare il rito infernale di puntare la sveglia, buttarti sotto una doccia fredda per convincerti ad attivarti e raccogliere le tue cose nel rispetto di una tabella di marcia, non decisa da te ovvio, ma che deve essere rispettata. 
L'aliscafo alle 9.20 molla gli ormeggi, chi c'è c'è. Io, non con poca fatica, c'ero. A far ricongiungere, quasi brutalmente, il mio fisico e la mia mente è il mal di mare di cui spesso soffro (non mi faccio mancare nulla), basta qualche onda e subito scatta la nausea e nel peggiore dei casi addio alla colazione! Individuato ovviamente il bagno dell'aliscafo mi sento più tranquilla, con pochi passi e senza far alzare altri passeggeri la strada per arrivare risulta piuttosto semplice da percorrere. Per fortuna non ce n'è stato bisogno. 
Appena sbarcata sono rimasta attratta dai banchi allestiti dai venditori locali, che con le urla cercavano di attirare l'attenzione sui loro prodotti, prevalentemente pesce fresco e capperi. Adoro queste cose, quando vivevo a Roma, mi piaceva andare nei mercati rionali, quello di Testaccio in primis, per farmi venire il mal di testa tra i vari richiami di pizzicagnoli e pescivendoli, con quel profumo che ti accompagnava a ogni passo. Giuro che non sto facendo ironia, prendetela come una strana e innocua perversione.
Quello che però mi lascia perplessa è constatare che Favignana non è proprio come me l'aspettavo, lo noto subito e nel corso della giornata ne trovo conferma. Mi spiego. Ho sempre creduto che l'Isola fosse famosa per le sue tonnare, e così è, però l'immagine che mi è arrivata non è quella di un posto dove i pescatori sono i padroni e i turisti si sentono gli invasori, piuttosto il contrario: il turismo ha preso ampiamente il potere. Benché la parola "tonno" ti esaspera la vista, con la "CASA del TONNO", la " SALUMERIA del TONNO", bar che propongono aperitivi a base di tonno, e c'è persino chi propone la "macedonia di tonno", viene da chiedersi dove siano finite le persone che questo benedetto tonno lo pescano! Al porto di loro non c'è traccia, in compenso la banchina è affollata da vacanzieri all'ultima moda pronti a prendere possesso del territorio. Tempo fa ricordo di aver visto un documentario su i Rais di Favignana, coloro che con grande dedizione coordinavano le fasi della pesca,  persone ritenute importanti e che spesso si succedevano di generazione in generazione. Concordo che la mattanza sia uno spettacolo cruento, ma quei volti di chi getta le reti in attesa della cattura, devono aver caratterizzato e fatto la storia di questo posto; volti bruciati dal sole che vorresti incrociare e magari scambiare due chiacchiere alla ricerca di aneddoti e vecchie storie. Questo non è possibile, non più. 
L'ex Stabilimento Florio attualmente è adibito a museo e ad altri spazi destinati a eventi. Una riqualificazione meritevole che però oscura il glorioso passato della Tonnara e dei suoi personaggi spariti chissà dove.
Decido di porre fine a queste riflessioni, altrimenti al solito sono destinate ad ampliarsi fino a non uscirne viva, torno a essere una turista con cappello di paglia in testa, desiderosa di girare l'isola e tuffarsi nelle sue acque cristalline. 
Copri-water cercasi
Qui si usa noleggiare le biciclette e l'idea mi piace. La signora  addetta a far quadrare i conti è molto simpatica, sa fare il suo mestiere e in poco tempo tutti pronti in sella per la partenza.
Ma che bontà...
Prima tappa obbligata, altrimenti non sarei io, al bagno. Entro in una gelateria su una delle due piazzette principali, la prima che si incrocia dal porto, e gentilmente chiedo di andare. Mi viene concesso l'accesso con l'acquisto di una bottiglietta d'acqua. Mi ripropongo di tornare alla fine della gita, non tanto perché ho trovato la toilette pulita, quanto per la lista delle granite.
La scarpinata in bicicletta, faticosa per chi è fuori allenamento, si conclude con la prima tappa alla Grotta del Bue Marino. Una cava di tufo, un terrazzamento sul un mare che lascia senza fiato. Muniti di una pila elettrica ci si può addentrare all'interno della grotta, facendo attenzione a dove si mettono i piedi perché qualcuno l'ha ritenuta adatta  per appartarsi a espletare i propri bisogni fisiologici. 
Requisito per godere dell'acqua è saper nuotare bene o aver le "mani da arrampicata", per attaccarsi agli scogli nel caso non sia stato conseguito almeno un terzo brevetto.
Riprese le biciclette  la  direzione questa volta è Cala Rossa. Affollatissima,  bisogna tornare indietro e cambiare programma. Tra Cala Rossa e Cala Azzurra c'è un piccolo molo, che in molti ignorano, dove potersi tuffare e godere degli stessi colori delle altre spiagge più famose. 
Cala Azzurra, invece, è adatta a tutti, con le sue due spiaggette di sabbia, su cui sfido a trovare un posto per l'ombrellone in pieno agosto.  
Non c'è stato tempo di scoprire altri scenari, l'aliscafo delle sei ci riporterà sulla terraferma. Tornando verso il centro abitato la pedalata si fa sostenuta,  animata dal desiderio di assaggiare la famosa granita che, nel frattempo, ho deciso dovrà essere al gusto di gelsi o fico d'india.
Nel tragitto passo davanti al Villaggio Valtur, della notorietà e splendore degli anni 90 rimane ben poco e questo fa riemergere quel velo di tristezza che aveva aperto la trasferta.
La granita con la brioche però me l'ha fatta passare in fretta!

VOTAZIONE:

BAR GELATERIA EUROPA: 3/5

NON ACCESSO AI DISABILI


INFORMAZIONI:

www.favignana.com Cosa vedere, cosa fare, dove mangiare e dove dormire sull'Isola

www.egadivacanze.it  Qualcosa in più da sapere e orari di apertura e prezzi per entrare all'Ex Stabilimento Florio, il programma di eventuali mostre si può trovare sul profilo FACEBOOK www.facebook.com/ex.favignana

www.valtur.it/sicilia/favignana.cfm Per chi pensa che gli anni 90  debbano essere riconosciuti patrimonio dell'Umanità!


* Definizione del pittore siciliano Salvatore Fiume vissuto fino al 1997


martedì 5 agosto 2014

Chi è il miglior amico di una donna?

Una famosa canzone dice che i migliori amici delle donne sono i diamanti. Credo si sbagli di grosso. In realtà, il migliore amico di una donna è l'idraulico. Immagino le riflessioni maliziose dopo questa affermazione, ma anche questo è un errore. Suona strano che proprio io, che con Annalisa gestisco il blog che individua toilette da incorniciare, mi ritrovi con un enorme problema idraulico che vede coinvolti i tubi di cucina e bagno. Ad agosto, ovviamente. Vi basti pensare che per una settimana mi sono lavata, denti compresi, nella vasca da bagno. Legge del contrappasso? Può darsi, ma facciamo un passo indietro.
10 anni fa quando comprai questa casa, o forse è più giusto dire "quando la banca comprò questa casa", visto che sarà mia fra 20 anni, mi feci aiutare per i lavori di ristrutturazione da un bravissimo muratore , tale Daniele, che aveva una squadra di altre figure professionali al suo seguito. Fra queste c'era anche il mio idraulico, un marcantonio di ragazzo con una fisico da centurione e un sorriso da pubblicità di un dentifricio. Voi capite che quando lo vidi che armeggiava fra i tubi di casa ebbi un mancamento. Il problema fu che la sua bravura era inversamente proporzionale alla sua prestanza fisica. In pratica, ha sbagliato il collegamento di tutti i tubi, creando un ingorgo fra quelli della cucina e del bagno. Avrei potuto capirlo, ma una mattina quando entrai e lo trovai a torso nudo che armeggiava in bagno, non proferii verbo. Non ci riuscivo proprio. Ero reduce da 2 traslochi, non sapevo neanche dove fossero scarpe e vestiti, finiti in chissà quale scatolone, e non riuscivo a guardarmi allo specchio (anche perché non ce l'avevo proprio!). La sua vista mi paralizzò, dato che capii che sarebbe passato ancora molto tempo prima che un bel ragazzo transitasse nella mia casa... Non capendoci un tubo di tubi, scusate il terribile gioco di parole, lo feci lavorare fidandomi ciecamente. A distanza di mesi mi sono però ritrovata con un enorme ingorgo: non avendo creato la giusta pendenza del tubo fra il lavello della cucina e lo scarico nel bagno, lo stesso lavello si intasa spesso coinvolgendo, come questa estate, anche il lavandino del bagno.


Vi tralascio le spiegazioni tecniche del caso, che pure io stento a capire, ma vi basti sapere che il marcantonio di idraulico mi ha assicurato un appuntamento trimestrale con i suoi colleghi, che sono costretti a venire personalmente per stasare i tubi. Attenzione! Si parla di idraulici in carne e ossa, non Idraulico liquido et similia. 
Potrei rifare il bagno, ma al momento non è nei miei piani. O forse è meglio dire, farò un casting per garantirmi il migliore idraulico in circolazione. Ovviamente, non per i suoi muscoli.

Stiamo creando una gallery di toilette (non intasate!) in giro per l'Italia e il mondo! Fotografatele e speditele a: 80indue@gmail.com
Buon viaggio!

lunedì 21 luglio 2014

WC-WATCHING: PALERMO... NON ME SOMIGLIA PE NIENTE!*

"...Terza e più grave di queste piaghe che veramente diffama la Sicilia, e in patticolare Palemmo agli occhi del mondo... Mi veggogno a dillo... E' il traffico!" Così lo "zio" presentava a un ignaro Dante/Roberto Benigni la città in cui era appena arrivato, e come dargli torto? L'azzeccagarbugli di Johhny Stecchino ci divertiva illustrando le sciagure toccate in sorte alla Sicilia, quali l'Etna e la siccità, e ci avverte che quella più pesante di tutte, la più diffamante, che crea imbarazzo solo a parlarne... è il traffico!
Dopo una fugace visita a Palermo posso confermare che è tutto vero. Mi era rimasto un vago ricordo risalente alla gita scolastica del IV Ginnasio, che mi aveva portato per la prima volta a dormire fuori di casa con l'obiettivo di girare l'Isola, coast to coast, in 5 giorni. Già la partenza dalla Stazione Termini di Roma non fu delle più fortunate. Dovemmo attendere due ore e mezza prima che il treno si avviasse, con l'intervento della Polizia Ferroviaria verso un gruppo di persone reo di essersi appropriato degli scompartimenti a noi riservati. In più, per colpa di un finestrino difettoso e di un pezzo di legno che lo teneva bloccato, di cui si persero le tracce con il primo tentativo di aprirlo per far cambiare aria, ci toccò viaggiare tutta la notte tenendolo aperto con il risultato che arrivammo al mattino con la permanente fatta senza che fosse necessario l'intervento di un parrucchiere! Le premesse, dunque, non erano delle migliori, ma con l'entusiasmo degli studenti lontani dalle famiglie e soprattutto in pausa dalla scuola, affrontammo qualsiasi avversità, non turbandoci nemmeno quando in Piazza Pretoria o comunque detta della vergogna (forse c'è un qualche nesso con l'accaduto), un indigeno scambiò lo zaino di una mia compagna di classe per un posacenere. Erano gli inizi degli anni 90, andava di moda l'Invicta, e chi c'era ricorderà che la sua manifattura era altamente infiammabile. Un bel buco vicino la scritta l'accompagnò fino alla fine dell'anno scolastico!
Molto cool!
Nonostante ciò, Palermo mi era rimasta nel cuore, ho uno strano affiatamento con i posti caotici, e ho voluto approfittare dei pochi giorni di vacanza a disposizione per visitarla di nuovo.
Bella è bella, ma, se posso osare un paragone, somiglia a una donna di gran fascino, che sarebbe capace di far cadere ai suoi piedi qualsiasi uomo, frenata però dalla sua sciatteria, dalla sua noncuranza, quasi con la presunzione che basti un bell'aspetto per essere una conquistatrice. Le macchine sono ovunque e hanno rovinato, insudiciandoli, palazzi e monumenti di grande splendore, dalla Porta Nuova alla Cattedrale fino ai Quattro Canti, solo per citarne qualcuno. Se questo non bastasse la munnizza, che un maggiorente osò definire in passato cool, ricopre le strade, non solo quelle di periferia. Dove non ci sono i sacchetti trovi porcherie di qualsiasi genere buttate negli angoli.
 Non voglio però inibirvi, per criticare qualcosa bisogna prima vedere e le critiche migliori si sa sono quelle costruttive. Io a Palermo tornerei anche adesso, ogni cosa ha i suoi pro e i suo contro. Mi fermerei ad ammirare il Teatro Massimo e la sua sontuosità, mi perderei tra le vie dove si articola la Vucciria e il Ballarò, con i richiami dei venditori e le vecchie botteghe che ancora resistono e si tramandano da generazioni. E troverei un ristorante dove far scorpacciata di pesce fresco. La mia scelta, casuale, è ricaduta su Il Vecchio Mafone, che propone piatti con il pescato del giorno, non è economico, ma se si mangia bene i soldi sono sempre ben spesi. Si trova in centro, vicino Piazza del Monte di Pietà, famosa per l'omonimo palazzo costruito nel 1591, in cui venivano tenuti gli oggetti lasciati in pegno, venduti all'asta quando scadevano i tre anni di custodia. La piazza potete riconoscerla da un altare vistoso, bordato di pesante velluto rosso, con ai piedi la statua di Santa Rosalia, patrona della città, distesa in una teca, e che ha il potere di comparire e scomparire tra un antipasto e un ammazzacaffè (questa poi ve la spiego!)
WC Ristò
Ancora frastornata dai clacson e dagli automobilisti che inveiscono, mentre improbabili vetturini tentano di convincere i turisti a fare un giro sulla loro carrozza, non sono in grado al momento di dare un giudizio. A pochi chilometri dal centro ci si può distendere sulla spiaggia bianca e farsi un bagno nel mare limpido, nel tentativo di levarsi dalle orecchie il frastuono del traffico e lo stress per uscirne. Mondello il fine settimana è inaccessibile, gli altri giorni ne vale la pena. Stesso discorso per San Vito lo Capo che dista qualche chilometro in più.
Consentitemi quest'ultimo inciso, dovuto. Di ritorno verso sud, mi sono commossa quando ho attraversato quel tratto di autostrada dove è stato eretto il Monumento commemorativo alla strage di Capaci. Poco distante sulla collina, la "casupola" da dove Brusca azionò il telecomando che provocò l'esplosione. Oggi lì qualcuno ha scritto sul fondo bianco, a chiare lettere, NO ALLA MAFIA. Ci sono uomini che sono stati eroi inconsapevoli in questo Paese, la loro eredità voglio illudermi che sia rimasta nell'aria, in attesa che altri la raccolgano.


VOTAZIONE

Trattoria del pesce fresco - Il vecchio Mafone

3/5








INFORMAZIONI:

Il vecchio Mafone - Via Judica,22

www.tiguidoio.it : I consigli di Laura per visitare Palermo

www.teatromassimo.it : Per il programma proposto dallo storico teatro


* Un pensiero per voi:

martedì 15 luglio 2014

Selfietoilette in giro per Italia ed Europa!

L'estate (sembra) arrivata da poco tempo, ma i nostri lettori hanno cominciato già da un po' a viaggiare e a lasciare nelle loro macchine fotografiche un pezzo di noi, fotografando wc in giro per l'Italia e...l'Europa! Eh sì, abbiamo sconfinato e vedrete dove siamo andati!
Ricordatevi di noi quando inizierete le vostre ferie e fotografate wc di alberghi, B&B, campeggi, ostelli, case in affitto ecc ecc...Stiamo compilando la prima mappa di wc-watching! La mail a cui inviare la foto, specificando dove è stata scattata e, se volete, anche un voto da 1 a 5 è: 80indue@gmail.com

Il primo selfietoilette è stato scattato da Luisa al Grand Visconti Palace, un elegantissimo albergo nel cuore di Milano. E' un hotel e 4 stelle che conta 172 camere, sale congressi e fra spazi interni ed esterni raggiunge i 12 mila metri quadrati. L'albergo è stato ricavato dalle spoglie di un mulino dei primi del '900 ed è stato annesso alla strutta anche il cortile del vecchio mulino, creando così un parco di 2500 metri quadrati. Al suo interno c'è un bel giardino d'inverno, un gazebo in ferro e cristallo.






Da Newcastle arriva la selfietoilette di Riccardo. E' andato all'Eldon Square shopping center, un centro commerciale inaugurato nel 1977 dalla regina Elisabetta (Certo...da noi li inaugura Manuela Arcuri, là la Regina...qualcosa non torna). Si estende su 130 mila metri quadrati e raccoglie 150 negozi, una palestra, campi da basket e da tennis. Insomma, una donna va a fare shopping e il compagno, invece di annoiarsi mentre prova vestiti e scarpe, fa sport. Mi sembra un ottimo compromesso! 





Last but not least, cioè ultimo ma non per importanza, la selfietoilette di un wc pubblico nella capitale della Scozia, Edimburgo, una delle città più visitate della Gran Bretagna. Sorge su 7 colli (mi ricorda un'altra capitale...) ed è anche la culla del famoso Festival di Edimburgo. Opera, teatro, musica e libri sono i protagonisti di questo festival che inaugura alla fine di luglio e va avanti per un mese. Non mancate di visitare il Castello, soprattutto la domenica alle 13, perché c'è il "one o'clock gun". Viene sparato un colpo di cannone per segnalare l'ora alle navi che attraccano nel porto. Se decideste di andare adesso sappiate che Edimburgo si trova alla stessa latitudine di Mosca. Le temperature sono miti, 18 gradi le massima e 10 la minima (portatevi più di maglioncino!), ma almeno è una delle città meno piovose della Gran Bretagna. Per questa foto ringraziamo Alessandra. 



Adesso tocca a voi! Scattate e inviate! 80indue@gmail.com e...buone vacanze! 



Per approfondimenti:

Gran Visconti Palace a Milano:

Eldon Square:

Edimburgo: